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Comunicato stampa

In tempi di demonizzazione dei voucher, è fin troppo facile dipingere con tratti foschi la notizia divulgata ieri dall’ANSA, che il Comune di Vallo della Lucania occupi le primissime posizioni a livello nazionale  tra i Comuni italiani che ricorrono all’utilizzo dei buoni lavoro dell' INPS.

La notizia scaturisce da un’inchiesta dalla Cgil che ha verificato che alcuni Comuni hanno speso complessivamente più di 2,4 milioni di euro in voucher distribuiti in cambio di prestazioni lavorative.

Il Comune di Vallo della Lucania  è il Capofila del Piano Sociale di Zona dell’Ambito Territoriale S/8 e ha il complesso e delicato compito di organizzare la programmazione di una rete di servizi per garantire una risposta ai bisogni sociali di cittadini e famiglie in un ambito territoriale di 37 Comuni con un’estensione geografica di 838 kmq ed una popolazione residente di 96.324 abitanti. 

Tale programmazione è attuata nel concreto con interventi mirati e con l’attivazione di progetti personalizzati a favore di persone e nuclei familiari in condizioni di accertata povertà, che può essere di lungo periodo o transitoria.

A tal fine, in qualità di comune capofila, il Comune ha pianificato azioni di contrasto alla povertà destinando per l'anno 2016 la somma di €. 334.400,00 per l'assistenza di soggetti in situazione di disagio da sostenere economicamente attraverso l’erogazione dei buoni lavoro (Voucher), utilizzati esclusivamente per l’erogazione di sussidi economici (contributi) in cambio di servizi di pubblica utilità e non certo quale forma alternativa per il reclutamento di personale.

I soggetti valutati dalla rete dei servizi sociali in condizioni di disagio economico e sociale vengono presi in carico dal Piano di Zona ed inseriti in percorsi di inserimento lavorativo che prevedono lo svolgimento di attività di pubblica utilità prevalentemente nel proprio paese (custodia e pulizia di aree verdi e di giardini pubblici, piccola manutenzione e pulizia di strutture pubbliche, aiuto a persone disabili e/o anziani, ecc.) e vengono alla fine retribuiti con i buoni lavoro, che rappresentano una forma di sostegno economico e consentono di regolarizzare il lavoro svolto in modo occasionale, senza la stipula di un vero contratto.

Questo strumento ha quindi la molteplice funzione di sussidio economico di integrazione al reddito, di possibilità lavorativa in forma perfettamente legale e socialmente accettabile, di percorso di reinserimento sociale per i tanti che hanno difficoltà nel mondo del lavoro attraverso i canali tradizionali.

Non è corretto dunque  trascinare il nome di Vallo della Lucania nella polemica: il tema dev’essere affrontato da tutti con senso di responsabilità ed onestà intellettuale, nella prospettiva di andare incontro alle esigenze dei meno fortunati, principale obiettivo della Politica.



domenica 26 febbraio 2017 21.34.34




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